Collettivo Galilei: ecco chi siamo!

COMUNICATO N.1 DEL COLLETTIVO

Premessa della redazione. Siamo nati e ci siamo sempre professati come un giornalino apartitico.
E questo siamo. Giochiamo quindi d’anticipo, prima che qualche politologo galileiano possa accendere la miccia con frasi del tipo “ah, siete apartitici e pubblicate il comunicato stampa di un collettivo”, visto che già qualcuno a cui era giunto questa voce ci aveva provato.
Apartitico, dice la Treccani, significa: “Indipendente da partiti, non vincolato a nessun partito o spirito di partito”. E infatti ci siamo già premurati di contattare personalmente tutti i capilista delle varie liste/associazioni studentesche di questa scuola, che ad oggi sono Aletheia, Logos, ed LVS, dando la nostra piena disponibilità a pubblicare in qualsiasi istante un loro comunicato o un loro articolo.
Su questo giornale può scrivere chiunque, noi non correggiamo, non rettifichiamo e non censuriamo, al massimo, se richiesto, come spesso è accaduto, diamo consigli, stop.
Se qualcuno vuole fare un articolo in cui scrive “Omar Qasem è un lurido immigrato senza dignità e Paola Zamataro una prostituta, per giunta piatta” noi lo pubblicheremo senza problemi. Poi risponderemo per le rime ovviamente, ed è così che vuole funzionare questo giornale. Chiunque può scrivere qualunque cosa, chiunque può rispondere qualunque cosa.
L’articolo non verrà pubblicato sul gruppo Facebook della scuola perché, per regola, lì non è lecito far politica e/o campagna elettorale, e noi, riservandoci di esprimere il nostro parere su questa “legge”, ci limitiamo a rispettarla.
Fatte le dovute premesse, a scanso di equivoci, ecco il comunicato del neonato “Collettivo Galilei”, che pubblichiamo integralmente.

“Una nuova compagine studentesca si è affacciata alla finestra del Galilei: per la prima volta è nato un collettivo composto interamente da studenti e che lotta per gli studenti. Tuttavia, procediamo con calma: cos’è un collettivo? Dare una definizione precisa non è semplice. Proviamo così: “una collettività di persone, un gruppo di ragazzi, nel nostro caso, che hanno idee comuni e che decidono così di formare un gruppo al servizio della società e della comunità scolastica”.
Non male, ma il nostro obiettivo, qual è? Cosa ci accomuna?
In primis, ridare vita politica alla nostra scuola, cosa che manca da anni all’interno del nostro istituto: siamo infatti dell’idea che a scuola si debba parlare di politica perché saremo proprio noi gli uomini e le donne del domani. Alla luce dei due ottimi risultati, numericamente parlando, degli ultimi due cortei possiamo dire che sicuramente qualcosa sta rinascendo, ma c’è bisogno di continuità e soprattutto di continui stimoli ed incentivi. Come ridaremo vita alla politica? Con incontri, assemblee, autogestite e non, convegni, e più in generale momenti di confronto e scambio di opinioni. Perché nessuno “nasce imparato” e tutti abbiamo bisogno di condividere le nostre idee per farle crescere e quindi per crescere noi stessi.
Entriamo ora più nello specifico e parliamo di politica studentesca vera e propria perché, fondamentalmente, di questo si tratta. Senza fare inutilmente nomi e cognomi, siamo dell’opinione che troppo spesso i rappresentanti d’istituto in questa scuola non siano stati rappresentanti d’istituto ma rappresentanti della presidenza. Cioè, hanno riportato la volontà della Preside (o chi per lei) agli studenti. E invece no! E’ l’esatto contrario: il rappresentante deve riportare la volontà degli studenti in presidenza, o al consiglio d’Istituto, sennò chiamatelo rappresentante della preside, non degli studenti, no?
In tutta questa confusione il ruolo fondamentale è quello del comitato. Perché? Perché la volontà del comitato dev’essere insindacabile. Vedete, “legalmente” non funziona così. Esistono tre organi all’interno di una scuola: il comitato studentesco, che ben conoscete, il collegio docenti (formato dal preside e tutti gli insegnanti) e il consiglio d’istituto, formato invece da tutte le componenti scolastiche: preside, docenti, genitori, studenti e personale ATA.
In teoria il veto lo ha il consiglio d’Istituto. Bene, noi pensiamo invece che la scuola sia nostra e che quindi la volontà del comitato sia la principale; sicuramente perché numericamente siamo di più ma, soprattutto, perché siamo noi la parte fondante della scuola. Questo ovviamente non esclude un compromesso o una collaborazione con gli organi istituzionali, anzi, semplicemente antepone a tutto e a tutti la nostra volontà. In sintesi, se noi studenti vogliamo fare una cosa la facciamo, punto. Uniti non ci ferma nessuno, come hanno urlato si e no tutti i candidati di tutte le liste sui palchi; quindi, evidentemente, almeno questo è un pensiero condiviso, no? La volontà del comitato si impone, a nostro avviso, anche sugli stessi rappresentanti. Il rappresentante è un megafono, le sue idee, per quanto valide possano essere, valgono uno, e se il comitato gli impone una cosa che lui non vuole fare la deve compiere ugualmente. Democrazia rappresentativa, dovrebbe andare così; non ha mai funzionato direte voi? Siamo d’accordo, ma se non siamo noi giovani a ridargli vita, chi dev’essere?
Siamo nati il 27 febbraio, ma non moriremo ad elezioni finite. Perché i collettivi vivono tutto l’anno, non spariscono ad elezioni vinte/perse. I collettivi delle varie scuole sono in contatto continuo e continuamente vivono per la scuola. Vi sembrano le solite chiacchiere da pseudo politici, vero? Lo capiamo, non ci offendiamo, e anzi lo utilizziamo come stimolo per dimostrare che non è così.
I nostri progetti sono, capite bene, ancora in fase embrionale, ma già qualche anticipazione ve la possiamo dare: corsi di recupero, selezionati per argomento, autorganizzati e autofinanziati. Aule di dibattito autogestite e nuove proposte su diversi ambiti, che non vi anticipiamo… diciamo più economiche. Oltre, manco a dirlo, ad una completa e puntuale informazione (e partecipazioni) su cortei, manifestazioni studentesche e culturali di ogni genere.
Siamo aperti e disponibili a qualsiasi richiesta di informazioni e chiarimenti: abbiamo una pagina Facebook in cui pubblicheremo continui aggiornamenti sulle vicende scolastiche galileiane, inoltre ci trovate in giro per la scuola, come sempre e per sempre (?)…
Siamo studenti, gli studenti devono essere liberi, e come cantava Gaber: “La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”

I ragazz* del Collettivo Galilei

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2 Responses

  1. 30 dicembre 2019

    Collettivo Galilei: ecco chi siamo!

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  2. 8 gennaio 2020

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