Cara Preside..

Cara Preside,

non le scrivo perché so già che questa lettera come tutte le scartoffie che arrivano in segreteria verrà protocollata, forse visionata e poi messa di lato, però ho deciso di sfruttare questo giornale di noi studenti, per parlare da studente, da Galileiano. Non è uno sfogo: non provo rabbia, purtroppo, ma vergogna. E aggiungo “purtroppo” perché avrei preferito di gran lunga essere arrabbiato, ma non lo sono, non più. Semplicemente mi vergogno. A dire la verità mi vergogno e allo stesso tempo sono orgoglioso di questo Galilei.

Mi vergogno del Galilei che ha perso di vista il significato di “scuola”, che non ha alcun interesse nel formare i ragazzi, ma nel prenderne una decina e farli brillare, perché tutto ciò che conta è apparire su qualche giornale o in qualche classifica.

Mi vergogno del Galilei che censura ogni tipo di critica, che non dà possibilità di controbattere, che educa gli studenti alla coscienza critica ma poi tappa la bocca a chiunque provi a dimostrare di averla acquisita.

Mi vergogno del Galilei che reputa offensivo appendere fuori da scuola manifesti in ricordo di vittime di mafia, perché considerate privilegiate rispetto ad altre a causa dell’orientamento politico.

Mi vergogno del Galilei che nega la libertà di espressione, educando a rimanere al proprio posto, a non riflettere, a subire passivamente, a non metterci la faccia, ad obbedire a ciò che è giusto e a soccombere in silenzio a ciò che è sbagliato.

Mi vergogno del Galilei che non ritiene gli studenti in grado di autogestirsi, di produrre autonomamente, di portare avanti dei progetti nati dagli studenti per gli studenti e fa di tutto per impedire che tutto questo accada, perché ha paura che gli studenti possano sfruttare la libertà “concessa” per imparare qualcosa, magari ad esempio che quella libertà appena citata non ci deve essere concessa ma ci APPARTIENE.

Mi vergogno del Galilei che si preoccupa di educare alla legalità ma non perde occasione di NEGARE i diritti degli studenti. La cosa drammatica è che può concedersi anche il lusso di farlo, perché molti studenti neanche conoscono i propri diritti, come fanno a protestare? La colpa non è dei ragazzi, ma di chi dovrebbe occuparsi di educarli e fornirgli certe conoscenze. Forse non conviene più di tanto.

Sono orgoglioso del Galilei che non sta zitto, che scende in piazza per i propri diritti, che entra in presidenza con lo Statuto degli studenti e delle studentesse in mano a rivendicare ciò che gli appartiene; di chi sceglie di metterci la faccia conoscendo i rischi che corre, di chi pretende che la propria libertà venga rispettata, di chi nonostante tutto tenta di portare avanti le proprie idee e i propri progetti.

Sono orgoglioso di chi crede che qualcosa possa ancora davvero cambiare, e senza pensare “tanto tra poco me ne esco”, continua a lottare per il cambiamento.

Mi vergogno del Galilei che continua con superbia ad annichilire i pensieri dei suoi studenti e la figura dello studente stesso.

Mi vergogno del Galilei che non si vergogna.

Anonimo Galileiano

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2 Responses

  1. 30 dicembre 2019

    Cara Preside..

    http://nileriver.co.vu

  2. 8 gennaio 2020

    Cara Preside..

    http://cupooftea.co.vu

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