La rivoluzione è solo una parola

Di tanto in tanto vengo pervaso da una struggente quanto penosa inquietudine : il peso dell’incertezza.

Mi chiedo insomma quale sia il mio futuro e quello altrui e non posso non pensare che alla fine ogni azione compiuta è una scelta politica , in quanto influenza se stessi e gli altri ; d’altronde mi viene impossibile pensare ad un uomo privato della società , che è il contesto entro cui si realizza. E penso alla mia Italia. Ebbene, siamo parte di un sistema corrotto, la cui classe politica, autoreferenziale, non solo è distante dalle esigenze del cittadino , ma lo opprime.

Eppure mi rendo conto che in fondo i tempi di Berlinguer , di Moro , di Almirante , i tempi dei valori, delle idee , della partecipazione politica , non furono tanto diversi da quelli attuali: si trattò sempre di false battaglie guidate da giovinetti ipocriti, intellettualoidi, pseudorivoluzionari in genere , il prodotto delle cui azioni è stato non la sovversione del potere , ma la sua più subdola e feroce instaurazione.

Penso al decadimento attuale : la corruzione , la disoccupazione , la carenza di infrastrutture , un sistema scolastico opprimente, l’assenza di meritocrazia , la fuga dei giovani competenti.


Per un attimo la tentazione di indignarmi per l’ignavia dell’italiano medio è grande, poi mi ricordo che anche Io come tanti altri lo sono , che tutto ciò non mi tocca più di tanto. E crogiolandomi in un comodo vittimismo , rintanandomi in un facile moralismo, torno alla banalità della mia esistenza , che in fondo la rivoluzione è solo una parola.

-Lorenzo Cristaldi

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