Ciò di cui hai più paura

“Ciò di cui hai più paura, scrivilo” furono le parole che mio padre mi disse dandomi in mano un taccuino nero ,da cui tutto cominciò.

E quale fu la mia prima reazione? Mi chiesi “ma io di cosa ho paura?”                                                                                                                                                                                                                                         Del buio? Dell’eternità? Della morte?                                                                                                                                                                                                                                                                                                        E tu, tu che stai leggendo, di cosa hai paura?

Sembra una domanda semplice, come mi sembrarono facili le parole di mio papà e in verità non lo sono affatto. Ancora oggi penso che raggiungere quell’obiettivo di poter mettere le mie paure su carta sia qualcosa di lontano che imparerò con le esperienze donateci dalla vita. Non si nasce con una paura particolare, si scoprono attraverso le delusioni e i momenti che siamo costretti a vivere nel bene e nel male.

Ciò che siamo , tutto ciò nella quale ci immedesimiamo cambia in base a come cresciamo, alle nostre conoscenze e influenze; non si cambia ma si cresce, si cresce in qualcuno cioè nella persona che vogliamo essere. Lungo il tragitto ci diranno “sei cambiato” “non ti riconosco più” , il problema è che noi stessi non ci rendiamo conto che tutti siamo nella stessa situazione di continua ricerca di noi stessi, il tragitto cambierà vie e percorsi che sceglieremo esclusivamente noi, non ascoltando il giudizio altrui, di chi riesce a stare senza conoscersi e vive solamente in superficie dove tutto è semplicemente un’apparenza.

Per riconoscere le proprie paure si deve scavare in fondo al proprio cuore e alla propria mente, ci si deve guardare un po’ più intorno, fermarsi un istante in più a parlare con qualcuno, leggere tra le righe e vivere in maniera meno effimera in generale. Io ho provato a guardarmi attorno e noto che siamo tutti intenti a notare ciò che ci manca invece di ciò che si ha, siamo tutti troppo preoccupati a controllare il telefono che a guardare le persone negli occhi quando parliamo, pensiamo sempre al futuro e non pensiamo a tutto quello che potremmo fare in questo presente in cui stiamo vivendo.

È così che si perde il valore delle emozioni , delle persone e dei luoghi; è così che ci si perde e non ci si ritrova ; è così che non si scopriranno mai le proprie paure e le proprie debolezze poiché si sta dando troppa importanza a mantenere una buona apparenza di fronte agli altri. Mostrarsi a coloro che ci circondano vuol dire imparare ad amarsi e a conoscersi giorno dopo giorno per la persona che si è davvero, vuol dire apprezzare le cose che ci accadono e imparare da esse, vuol dire voler essere sempre migliori di ieri.

Non pensiate che tutto questo sia semplice, ma pensarlo è già un passo avanti verso il proprio obiettivo. Io non so di cosa ho paura , forse ho paura di averla ed è per questo che non riesco a trovarla e a scriverla ma affrontarla è meglio di negarla, negare la sua esistenza vuol dire non voler rischiare e fare un passo indietro di fronte alla vita.

-Lara Abrahams

 

 

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *