Intervista a Ciccio Musumarra

Come ti presenteresti ai lettori di GalileiGO! ?

 

Sono Ciccio Musumarra, quest’anno sono il capolista del Collettivo Galilei, lista che nata nel marzo del 2016 per rompere gli schemi della vecchia politica galileiana fatta da interessi economici e gruppi politici esterni.

 

Cos’é Collettivo Galilei?

 

Il Collettivo Galilei è una lista nata nel marzo del 2016 per rompere gli schemi della vecchia politica galileiana spesso messa in atto da liste composte da persone talvolta scelte solo perché numericamente utili a supportare il capolista. La politica galileiana è stata per molto tempo basata sul guardare ai propri interessi, per farsi belli davanti a professori e preside e per ottenere visibilità e non, invece per combattere a favore dei diritti dello studente.

 

 

Perché scegliere Collettivo Galilei?

 

Siamo nati come una lista controcorrente ma abbiamo dimostrato nel corso dell’anno di portare avanti le proprie iniziative, senza mai lasciare da parte la difesa dei diritti degli studenti. Sta al Galilei decidere se continuare o meno questo percorso insieme a noi!

 

 

Quali progetti porterete avanti durante quest’anno?

 

Abbiamo presentato una lista di progetti. Sicuramente il Collettivo Galilei ha iniziato a distinguersi nel campo dell’antimafia e svolge attività parallele anche fuori dalla scuola. Quest’anno stiamo rivedendo le modalità progettuali, ma sono facilmente raggiungibili tramite volantino.

 

Pensi che gli studenti, dei primi anni specialmente, votino in base ai vari progetti che presentano le varie associazioni studentesche, oppure ci sono altre motivazioni per cui uno studente dovrebbe preferire una lista a un’altra?

 

Io sono dell’idea, che prima non avevo, riguardo il voto dei primi anni, che bisognia stimolare anche loro ad interessarsi alla politica studentesca.

Il mio invito a tutti gli elettori, comunque, è quello di tenere in considerazione gli eventi passati prima della pubblicità di questi giorni.

 

 

Cambiamo argomento: parliamo delle liste. Pensi che le associazioni studentesche siano aggregate da ideali politici, oppure per altro, ad esempio interessi economici?

 

Inutile negare che alcune liste sono costituite da persone che all’esterno sono parte di organizzazioni di serate o di altro. Quello che io ho visto l’anno scorso è che c’è stato chi ha saputo distinguere le due cose e chi invece e ha mischiato la politica studentesca con altro.

Io penso che se qualcuno ha dei saldi punti di partenza per la propria campagna elettorale non abbia bisogno di serate.

 

 

Il Collettivo Galilei è una lista schierata politicamente (di destra, sinistra)?

 

Il Collettivo Galilei è totalmente slegato da qualunque tipo di associazione o partito politico. Ci riteniamo democratici e apartitici, ed è questo che conta all’interno della scuola. Ovviamente in ambito provinciale abbiamo preso parte a manifestazioni per cui sicuramente non possiamo definirci di destra.

 

I recenti avvenimenti del nostro liceo, in particolare, la dimostrazione del 09/10, quando tutti noi abbiamo trovato il cancello chiuso con i catenacci e gli striscioni appesi sopra, a cosa sono dovuti? Chi ha fatto questo gesto aveva lo scopo di smuovere le coscienze o ci sono altre motivazioni, ad esempio, campagna elettorale?

 

Siamo stati gravemente accusati per gli atti di chiusura dei cancelli. Penso ci possano essere state mani interne o esterne, ma ciò non conta, perché la tensione che c’è tra gli studenti è sicuramente interna e deve essere presa in considerazione, quella sì, dai rappresentanti.

 

Se voi rappresentanti vi dissociate, non è che vi è sfuggito di mano qualcosa? I rappresentanti non dovrebbero essere i primi a essere informati se degli studenti si organizzano per fare qualcosa di tanto mirabile?

Io credo che chiunque abbia fatto questo gesto abbia creato urti con professori, è chiaro che non possiamo tenere sotto controllo 2000 teste, abbiamo solo il compito di rappresentarne le idee.

 

 

Quest’anno, anche attraverso l’assemblea di settembre, si era riuscito a creare uno spiraglio di dialogo con i docenti. Soprattutto per la questione dei viaggi d’istruzione. Questo atto di protesta di pochi ragazzi comprometterà i passi in avanti fatti da tutta una scuola? E, se sì, la rappresentanza ne ha una certa responsabilità?

 

L’assemblea di settembre non è riuscita, a mio parere, a mettere a confronto i ragazzi con i professori che dovevano realmente dialogare con no. A salire sul palco sono stati i professori con cui già prima vi era un dialogo aperto. Tuttavia siamo riusciti ad ottenere un’apertura sui viaggi d’istruzione all’ultimo Consiglio d’Istituto.

 

Il Collettivo Galilei ha rapporti con altre liste della scuola, se sì, con quali?

 

L’obiettivo del collettivo è quello di trovare dei punti di accordo con le altre liste anche perché non è possibile ottenere tutti i seggi. Per esempio grande collaborazione è nata col passare del tempo con Francesco Caselli con il quale per il momento siamo, oltre che concorrenti in campagna elettorale, buoni colleghi in rappresentanza.

 

Congedati ai lettori

 

Sono dell’idea che, comunque andrà, il Galilei avrà la rappresentanza che si merita.

 

 

-Francesco Musumarra a cura di Lorenzo Marano e Francesco Scarcipino

 

 

 

 

 

 

 

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