Intervista a Marco Girgenti

Come ti presenteresti ai lettori di GalileiGO! ?

 

Prima di tutto, come presenterei la mia lista. Io prima di essere una figura politica individuale sono capolista di un’associazione chiamata Aletheia, presente nella scuola da ben cinque anni. Presenterei la mia lista come una lista molto attiva. Per il resto sono Marco Girgenti di 4° A e sono capolista di Aletheia. Tutto questa prefazione la faccio perché ritengo l’identità di gruppo molto più importante della mia singola persona.

 

 

 

Quali progetti porterete avanti durante quest’anno?

 

Come l’anno scorso abbiamo deciso di proporre progetti di natura sportive, artistica e di volontariato, con qualche aggiunta grazie alle aule autogestite per le quali ci siamo battuti anche noi, non solo gli altri. Organizzeremo aule autogestite di fotografia e un torneo di Bubble Soccer, stiamo anche provando a incrementare l‘interesse per la musica nel nostro istituto tramite una ricreazione musicale. La nostra lista ha accolto a tal proposito una candidata come Elena Manuele che, senza volerle fare troppa pubblicità (non sarebbe nel mio stile) ha fortemente voluto una band scolastica. Si crea così un momento ricreativo nel quale ognuno portando uno strumento stacca per qualche minuto dall’atmosfera didattica. Abbiamo infine proposto un percorso di cineforum a cadenza mensile. E’ importante sapere che stiamo organizzando anche una giornata dello sport utilizzando le strutture della nostra succursale, messa, a volte, troppo da parte. Vorremmo coinvolgere tutta la scuola. Noi siamo dell’idea che differenze tra succursale e centrale siano soltanto di tipo logistico. Spesso, invece, è una differenza che, seppur non detta, si nota e viene fatta notare.

 

Queste aule autogestite non sono molto autogestite se ci devono essere professori, o no?

 

Si è vero, ma è qualcosa di svincolato rispetto alle sei ore scolastiche. Menomale che ci sono i professori! Che sono gli unici ad avere preparazione esperienza per gestire, appunto, le aule stesse. I temi sono quelli che contano, e saranno proprio gli studenti a sceglierli. Per ogni tema cercheremo il professore più adatto. Questo è un progetto che nasce da noi ed è per noi.

Queste aule autogestite non devono essere confuse con le assemblee di istituto, anche perché molti interessandosi a tornei sportivi, finiscono per non essere coinvolti in tutte le altre attività. È anche vero che è difficile coordinare 2000 persone, ma ci proveremo.

 

 

Non credi che assemblee e comitati vengano viste come un optional o a volte come un peso? Che messaggio dai agli elettori?

 

Tutto ciò che si fa all’interno della scuola, non deve essere fatto per se stessi. E’ un’occasione per poter creare un momento di interesse, noi lo facciamo per gli studenti. A me personalmente è dispiaciuto vedere poco interesse, ho provato a convincere e coinvolgere tutti gli student. L’amaro che ho provato è stata l’indifferenza e il disinteresse. Ci vuole consapevolezza. Ovvero, io che non so che il mio rappresentante si è speso per qualcosa, dovrei avere, da student, la voglia di scoprirlo.

 

 

Pensi che gli studenti, dei primi anni specialmente, votino in base ai vari progetti che presentano le varie associazioni studentesche, oppure ci sono altre motivazioni per cui uno studente dovrebbe preferire una lista a un’altra?

 

Il voto degli studenti è importantissimo, non si deve votare per simpatia. Devono votarmi per ciò che ho offerto e ciò che posso offrire a questa scuola. I progetti fanno la loro parte, circa per metà e sono legati con l’immagine che diamo di noi agli elettori. Preferisco, ripeto, che più che per l’immagine apparente che do, il mio voto derivi da una scelta dovuta a ciò che posso offrire alla scuola.

 

Perché Aletheia e non le altre liste?

Non sono nessuno per dire chi votare e chi no. So solo che la nostra lista offre agli studenti quello che ha dato e quello che ha da dare. Ricordiamo, però, che abbiamo dato tanto in questi cinque anni e possiamo continuare a farlo. Una nostra caratteristica è che noi le cose le facciamo con intelligenza e consapevolezza. Io non voglio additare delle colpe al Collettivo, ma dopo che mi arrivano screen di un ex membro del Collettivo Galilei che parla con una ragazza della nostra scuola e dice “belle queste calie da collettivo“ allora posso dire che la nostra politica è differente e che mi senta davvero preso in giro[1]. Imporsi facendo casino contro professori e preside, non è una maniera intelligente di porsi: l’intelligenza è la diplomazia. Non sono gli atti di forza le risoluzioni ai nostri problemi, è peggio agire in quell modo. Invece di ponti si creano muri. Con i muri non si ottiene nulla, non abbiamo ottenuto nulla per le gite e l’anno scorso con la tentata occupazione nemmeno. Noi ci poniamo come scelta a questi muri agendo in maniera responsabile, ovviamente non ci faremo mettere i piedi in testa, lo escludo in maniera assoluta.

 

[1]: il pensiero completo dell’intervistato è meglio espresso nelle domande seguenti. Consigliamo pertanto al lettorie di non interrompere la lettura.

 

Il catenaccio allora chi l’ha messo?

 

Io non so chi l’ha messo, l’azione è stata sponsorizzata dal CAS che non è del Galilei e, perciò, esterno dalle nostre problematiche. La pagina facebook di tale CAS ha molto sponsorizzato l’accaduto dicendo che “ gli studenti o le studentesse del Galilei si erano finalmente ribellati etc.…” non è assolutamente vero: in molti non sapevano nulla come nulla sapevano, a loro dire, gli altri rappresentanti. Ho i miei dubbi e senz’altro non ho una sfera di cristallo, ma dalle voci che mi sono arrivate sottobanco, alle quali io non ho mai creduto, emerge che “questi sono comunque affiliati con alcuni ragazzi del Galileo”, che sono comunque vicini a una frangia di estrema sinistra, ma io non posso dire per certo a quale lista appartengano.

 

 

Aletheia si rivede in qualche partito o ideologia esterna?

 

Io lo dico sempre alle persone: noi siamo apartitici, apolitici, siamo liberi, né di destra né di sinistra. Io ad esempio un tempo m’identificavo in una certa frangia politica e adesso non più’. Questo per far capire che non è omogeneo il pensiero politico, perché siamo oltre tali schieramenti, anche se spesso proprio Aletheia é indicata come una lista collegata con persone esterne. Guardiamo il CAS ,piuttosto, che va a dire a gente interna “appendi qua sta cosa”. A chi dava loro il diritto di commentare l’accaduto nella nostra scuola? Io non so chi siano gli “studenti e le studentesse” del Galilei di cui il post parla. Io non so chi realmente sia stato, ma già solo il fatto che un’associazione commenti l’accaduto mi dà enormemente fastidio perché noi veniamo sempre descritti come associazione di destra e non è vero, siamo divincolati da ogni pensiero politico esterno.

 

 

Cosa ne pensi dello screen riguardante Antonio Spina?

 

Non era lui a scrivere “vedi che ti pago”. La mia lista si è sempre dissociata dal gesto e dal ragazzo che è stato ammonito dalla lista stessa. La cosa che mi dispiace è l’utilizzo improprio degli strumenti di comunicazione, anche io ho gli screen e non sono dell’idea che nella politica ci sia l’intento di voler mettere in cattiva luce Antonio in prima persona e poi la propria lista. Io comunque sono il primo che ci scherza sopra. Ognuno la penserà come vuole a riguardo.

 

Detto ciò auguro a tutti un voto di consapevolezza e responsabilità.

 

-Marco Girgenti a cura di Lorenzo Marano e Francesco Scarcipino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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