I sette momenti più importanti nella storia della musica

 

Questi che andremo ad analizzare sono i 7 momenti più belli, importanti, rappresentativi e iconici della storia della musica. Sono passati alla storia appunto come monumetali, ognuno per i propri motivi ma tutti e 7 per aver cambiato la musica come forma d’arte ed aver rivoluzionato l’utilizzo di essa per il mercato e per il pubblico lasciando qualcosa di impresso ed indelebile a chi ha potuto vivere questi momenti. Sebbene importanti e tristi in questo articolo non troverai le morti di alcuni grandi musicisti, nemmeno la pubblicazione di un determinato album o singolo e nemmeno pazzie contemporanee come Kanye West che si schiera pubblicamente con Donald Trump.
Non è una classifica ma una raccolta, per ciò non saranno posizionati in ordine di importanza.

 

-Il primo Moonwalk di Michael Jackson:

Va bene, sicuramente non la avrà invetata lui questa move dato che esiste da più di 80 anni ma nel 1983 al “Motown 25: Yesterday, Today, Forever” ha dimostrato per la prima volta di averla fatta sua e di esserne diventato il definitivo maestro. Fece andare fuori di testa il pubblico facendo questa mossa sulle note di Billie Jean, sia quello in studio che quello da casa; immaginati una cosa del genere nel 2018, in quanti secondi sarebbero esplosi i social network?

 

 

 

-I Nirvana suonano agli MTV Unplugged:

MTV è stato senza ombra di dubbio fondamentale per la rivoluzione musicale degli anni 90′ e il programma Unplugged dava possibilità a tantissime band del momento di essere trasmessi in diretta mentre si esibivano dal vivo, la più importante fu i Nirvana con un live da pelle d’oca dove, con un’ aria a tratti quasi triste, presentarono molti inediti. È visibile un Kurt Cobain decisamente malincolico, probabile segno dell’inizio del suo crollo psicologico infatti fu una delle suo ultime comparse sotto i riflettori.

 

 

 

-L’esibizione di Elvis al Milton Berle Show:

La conquista del mondo intero da parte di un ragazzo di 21 anni del Mississipi è avvenuta in diretta tv nel 1956 in uno dei programmi più seguiti dell epoca, cioè il Milton Berle Show, grazie a mosse di bacino e Rock’n Roll.
Questa esibizione ha reso Elvis Presley con il passare degli anni una definitiva icona con la i maiuscola. La stampa conservatrice statunitense lo massacrò per i suoi modi di fare troppo sgargianti e appariscenti ma proprio da qui nacque l’unico e inimitabile “Elvis the Pelvis”.

 

 

 

-I Queen conquistano Londra al Live Aid:

13 luglio 1985, a Londra, più precisamente nello stadio Wembley, va in scena uno dei più memorabili eventi di sempre per cui molti artisti si riuniscono in un mega concerto per raccogliere fondi al fine di risolvere il problema della carestia in Africa. Salgono sul palco gente del calibro di David Bowie, Sting, gli U2, Elton John e i The Who ma a conquistare lo stadio facendolo crollare furono i Queen a colpi di Bohemian Rapsody, Radio Gaga, Hammer to Fall, We Will Rock You e We Are The Champions. Con Freddy Mercury che in 21 minuti da grande performer tenne ai suoi piedi più di 72.000 persone in uno dei suoi ultimi monumentali concerti.

 

 

 

Bob Dylan suona la chitarra elettrica al Newport Folk Festival:

Si può intuire già dal nome che il Newport Folk Festival era un evento in cui si suonava prevalentemente musica Folk e Dylan armato della sua armonica era molto aprezzato per la sua musica fino a quando però nello spettacolo del 1965 non decise di suonare con la chitarra elettrica e utilizzare un sound molto più acceso e brillante. Tutto ciò fece infuriare parecchio tutti i puristi del folk presenti al Festival e gli organizzatori stessi. Nonostante tutte queste discussioni, questo concerto del cantautore statunitense segnò il decadimento definitivo del Folk con l’impressionante ascesa verticale del Rock al grande pubblico.

 

 

 

-I Beatles creano il ponte tra Gran Bretagna e America:

Probabilmemte tra tutti quelli citati in questo articolo è il momento più importante dato che ha proprio dato vita a una nuova forma di mercato e a un nuovo modo di vedere la musica e chi la crea. Grazie ai 4 capelloni di Liverpool il 9 febbraio del 1964 incominciò una vera e propria British Invasion con 73 milioni di americani davanti alle proprie tv a guardare l’Ed Sullivan Show, dove erano ospiti appunto i quattro giovani.
John, Paul, Ringo e George crearono in modo ufficiale un ponte tra l’industra britannica e quella americana elevando la musica ad un livello globale. I Beatles ormai erano arrivati e la musica non sarebbe mai più stata la stessa.

 

 

 

Jimi Hendrix omaggia gli USA a Woodstock:

Woodstock, 4 giorni interi di pace, amore, fiori e musica. Nell’ agosto del 69′ fu organizzato questo grandioso evento con grandissime band della scena rock americana anche se nessuno ebbe l’impatto che ebbe Jimi Hendrix. Jimi con i suoi riccioloni afro,nonostante fu costretto a suonare davanti a solo 30.000 dei 400.000 paganti che sono stati all’evento conquistò tutto il continente suonando l’inno americano con la chitarra elettrica con una spumeggiante e incredibile rivisitazione nel suo stile. La suo performance unì la rabbia e l’odio accumulato per la guerra del Vietnam con l’amore per la patria.

 

 

Ovviamente ci sono stati tantissimi momenti che sono entrati a far parte della storia della musica ,oltre questi sette, che meritano una menzione onorevole come la Sugarhill Gang che da vita all’Hip Hop raggiungendo la top 40, Johnny Cash che canta al Sant Quentin per i diritti dei carcerati, la presentazione della Sinfonia n°9 di Beethoven e Vasco Rossi al Modena Park con più di 230.000 persone paganti.

 

-Nicolò Paolucci

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