VEGAN IS THE FUTURE

‘Ma mangi?’ ‘Ma non hai le vitamine che ti servono!’ ‘Io mangio poca carne’ ‘Non ci riuscirei, mi piace troppo mangiare’

Frasi comuni che ricevo quotidianamente quando informo chi mi sta intorno di essere vegana. Ci sono diverse tipologie di reazioni ma in realtà hanno tutte qualcosa in comune: l’ignoranza.L’ignoranza di chi non sa che essere vegani non significa non mangiare o essere automaticamente magri e snelli, non significa voler costantemente incolpare e attaccare chi non lo è.

Essere vegani è una scelta di vita, è un sacrificio che col tempo diventa semplicemente quotidianità, è un voler essere una persona migliore sia per noi stessi che per il mondo che ci sta intorno. 

Ci sono tanti motivi per cui si decide di seguire questa tipologia di dieta che esclude qualsiasi prodotto di origine animale, alcuni motivi possono anche scaturire dopo essersi informati e abituati a questo stile di vita.

 Oggi in Italia solo l’8% della popolazione è vegetariana e di quell’otto percento solo 1% è vegano. Essere vegetariani è già un primo passo, non mangiando quell’hamburger al McDonald stai già salvando ben 9,000 litri di acqua e la vita di un animale, ma non è abbastanza. Per la società in cui siamo costretti a vivere in cui le giovani mucche vengono stuprate, ingravidate così da prelevarne il latte e poi successivamente allontanate dal figlio che, se maschio, verrà dato a industrie che esportano carne per quei famosi hamburger del McDonald. Per una società in cui una gallina se non riesce a covare le uova non è utile a niente e viene uccisa senza pensarci due volte, per una società del genere non basta essere vegetariani ma si deve andare oltre tutto ciò che le tradizioni e i media ci hanno abituato a mangiare, e come si fa ad andare oltre? Si diventa vegani. Si sceglie di sfruttare tutti quei frutti e vegetali, legumi che prima di ora nessuno aveva realmente preso in considerazione come cibi in grado di trasformarsi in altri cibi buoni e genuini.

Si va oltre lo stereotipo del cibo vegano e senza sapore, del cibo che è buono solo grazie alle uova e al latte prodotto in modo artificiale e sopratutto non destinato agli umani ma ad una piccola mucca appena nata. E se davvero non si prova nessun tipo di compassione nei confronti di questi animali sfruttati e maltrattati allora perché non considerare l’ambiente e la nostra popolazione? Maggior parte della soia e dei legumi coltivati oggi giorno vengono trasformati in mangime per animali che vengono prodotti per sfamare in modo esagerato la parte ricca e privilegiata della nostra  popolazione, se questo mangime non fosse mangime e restasse cibo commestibile agli umani saremmo capaci di sfamare tutta la popolazione povera che vive in zone remote del mondo e che ogni giorno muore di fame. Se non dovessimo dare tutto questo mangime a tutti questi animali nati semplicemente per morire non dovremmo neanche usare litri e litri di acqua solo per loro e potremmo salvarla! Tonnellate e tonnellate di acqua che non sono paragonabili neanche a tutta l’acqua che utilizziamo in una vita intera per lavarci, verrebbero salvate. 

Vi faccio una domanda semplice, il piacere delle vostre papille gustative è più importante della vita di un animale? Della vita di un uomo? Della vita dell’ambiente?Della vostra vita?

-Lara Abrahams

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