Perché costruiamo barriere.

Non so se porla come una domanda o un’affermazione poiché nonostante si possano trovare determinate spiegazioni e giustificazioni pratiche al bisogno di questi muri divisori, la domanda costante che sorge sempre nella mia mente è come certi sentimenti d’odio e cattiveria possano crescere all’interno di molti politici nell’anno 2019. Si può parlare di disumanità? Si ma anche di perdita, c’è la perdita di coscienza da parte di tutti. 

Perdita anche di qualcosa di più grande, magari di pura e vera semplicità. Si parla sempre in modo illusorio e confusionario, si perde il filo del discorso e non si sa più quale fosse il problema principale di tutto. 

Oggi giorno noto però che il problema principale è l’indifferenza nei confronti della vita, la vita di me e di te e di lui e di noi, voi e loro. Ma questa vita non viene considerata così semplicemente, ma è la vita di lui che è gay e di lei che è bianca e di noi che siamo ebrei o voi che siete musulmani. Non è più vita ma è un modo di essere che cambia l’importanza della nostra vita all’interno della società.

E così dividiamo chi ha una vita importante e chi no, e costruiamo barriere che dividono questo criterio di importanza che in realtà e puramente soggettivo.

 Chi decide che io valgo più di te e voi più di me? Perché  io valgo più lì che qui? Chi ha creato queste barriere immaginarie che creiamo con gli occhi ogni volta che per strada vediamo qualcuno di diverso da noi?

Le ha create il tempo insieme alle ideologie sbagliate, le quali si dirigono ogni giorno verso un tipo di pensiero senza mai raggiungerlo e trasformano questo pianeta in un mondo senza esseri viventi ma esseri che invece di vivere giudicano e pretendono sempre di essere i migliori. La collettività non esiste e non ha importanza, l’io di ognuno di noi prende forma e si impone sugli altri lasciando tutti gli altri indietro.

 Così ci allontaniamo da chi ci ha creato e dalla terra che ci ospita, la vita perde tutta la sua purezza e diventa un’ideologia irraggiungibile perché non è più considerata nella sua concretezza. Così mi ritrovo in mezzo a politici che dimenticandosi della vita degli altri si dimenticano anche della propria e lasciano che questo pianeta muoia lentamente ma con tanto rumore.

 

-Lara Abrahams

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