Cos’è la moda?

La parola “moda” deriva dal francese “mode” (vocabolo apparso la prima volta nel 1482 al posto di “manière” e “façon”, per indicare uno specifico tipo di abbigliamento) e può assumere tre significati diversi.

Innanzitutto, si riferisce all’industria tessile (quando si dice che qualcuno “lavora nella moda”). In secondo luogo, la moda è lo stile di vestiario predominante in un determinato momento (“i jeans bootcut sono tornati di moda”). E in terzo luogo, la moda si riferisce anche ad un trend prevalente in un dato periodo, come quando si dice che “i barboncini sono fuori moda” o che “l’intelligenza artificiale è una nuova moda nella comunità scientifica”. Il terzo senso è solo un’estensione del secondo a qualsiasi tipo di oggetto, e riflette la sensazione che davvero tutto può essere alla moda, sia esso un bene di consumo, un animale o anche un’idea astratta.

Come scriveva Elizabeth Wilson: “La moda, in un certo senso è il cambiamento”.

Essa è un sistema che valorizza ciò che è nuovo perché è nuovo. Non è uno stile, è il processo in base al quale gli stili si sostituiscono, è la regola che proibisce a qualsiasi stile di diventare troppo duraturo. Per questo motivo, stabilisce una certa relazione con il proprio periodo storico. Può anche essere vista come un meccanismo sociale secondo il quale, a un certo punto nel tempo, un gruppo di persone concorda su un tipo di abbigliamento come “alla moda” e si conforma ad esso.

La moda sostiene un’inclinazione all’uniformità e da questa prospettiva è una fonte di stabilità sociale. Come abbiamo detto, questo fenomeno di convergenza è solo temporaneo e presto viene sostituito da un’altra “tendenza”.

Eppure la moda è anche guidata dalla spinta alla distinzione e può essere usata dagli individui per separarsi dal gruppo e rivendicare la propria originalità. Pertanto sembra un paradosso sociale, essendo essa sia una fonte sia di stabilità che di instabilità, un modo di appartenere al gruppo e un modo di distinguersi.                                Sarebbe irresponsabile giudicare in maniera superficiale la moda, senza conoscere la sua pluralità di significati e valori.

-Antonio Munzone

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