Il Pregiudizio e l’Apparire ,l’attualità di “Frankenstein”

Capolavoro di Mary Wollstonecraft Shelley, divenuto un classico della letteratura planetare, “Frankenstein (Il moderno Prometeo)” è una di quelle opere cui temi rimarrano congelati nella società di ogni tempo.

La penna di Shelley, diede vita a personaggi imperfetti che incarnano caratteristiche umane tipiche della civiltà ottocentesca, nondimeno presenti in quella attuale. A farsi spazio tra queste è il tema del pregiudizio.

Spesso legato all’apparenza, il pregiudizio è un’opinione infondata nata da predilezioni immotivate. Un atteggiamento intrinseco nella natura umana, che porta a relazionarsi diversamente con gli altri sulla base di un giudizio affrettato figlio di esperienze sensibili non approfondite e spinto da sentimenti quali diffidenza e paura.

È la paura, a tal proposito, ad essere protagonista nel romanzo di Shelley.

“[…]how was I terrified when I viewed myself in a transparent pool…

Paura che tormenta dall’interno il mostro. Paura di specchiarsi, timore di incuterla mostrandosi, timore di non poter essere accettato e amato da chi ci sembra essere perfetto. Un complesso emozionale non insolito nella società moderna (forse, addirittura ancor più vigente) in cui sembra necessario mascherarsi e schermare se stessi al fine di apparire il più simile possibile agli altri, unicamente, per raggiungere lo scopo di essere “accettati”.

To see their sweet looks directed towards me with affection was the utmost limit of my ambition”

E’ questa l’ambizione massima del mostro: essere accettato e farsi conoscere così per come è fatto.

Un’ambizione che, a causa della paura per pregiudizi altrui, non riuscirà mai a soddisfare. Se non, mostrandosi all’unica persona incapace di poter avere nei suoi confronti dei pregiudizi fisici: Mr. De Lacey, il vecchio cieco.

“… I am blind and cannot judge of your countenance, but there is something in your words which persuades me that you are sincere.

“Sono cieco, ma sento che sei sincero”. Questo passo, narrante l’incontro dei due, (pieno di sincerità, solidarietà umana e libero dal pregiudizio) va in contrasto con l’arrivo dei figli del vecchio, che, alla vista del mostro agiscono violentemente, sommersi dall’istinto terroristico del pregiudizio.

Credo che Shelley, incentrandosi su questo tema, sia riuscita ad offrire a noi lettori una rappresentazione veritiera, purtroppo, della natura umana. Tutti, anche se non allo stesso modo, siamo vittime del pregiudizio, operandolo e subendolo. Un atteggiamento che ci porta volentieri ad errare, ad avere una sbagliata considerazione delle persone che ci porta a non interagire con loro nel modo “corretto”. 

Sta a tutti noi, dunque, riuscire a liberarci da questo atteggiamento.

Perché, c’è da riconoscerlo, sarebbe bello vivere in un mondo pieno di Mr. De Lacey e in cui l’essere prevalga sull’apparire.

 

-Gabriele Calogero

Siamo tutti dominati dai pregiudizi; contro i poveri o ricchi, gli intelligenti o gli sciocchi, i magri o gli obesi. E’ naturale sviluppare pregiudizi. E’ nobile elevarsi al di sopra di loro.

(Anonimo)

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