Dagli uomini, per gli uomini. E le donne?

È difficile accorgersi delle cose quando non le vivi, rimangono come fili invisibili sospesi nell’aria. Sentivo alcune persone parlare di diritti e parità dei sessi e femminismo, pensavo di sapere di cosa stessero parlando e invece la mia era semplicemente un’illusione. Ci sono quei momenti della vita che invece ti danno la spinta necessaria per iniziare a vedere il mondo in maniera diversa, non più come un insieme di parole senza significato. 

Non sarà un confessionale, non annoierò i miei lettori raccontandovi qualche aneddoto importante della mia vita. Incomincio da me per portarvi verso un luogo e una situazione mondiale.

Un giorno mi resi conto che a scuola si studiavano solo uomini. In letteratura, in filosofia, in biologia… Autori, scienziati che da uomini hanno scritto la storia per gli uomini, senza tenere in considerazione l’esistenza di quelle strane creature chiamate donne.

Deboli, sciocche, sensibili e inutili, un ornamento della società. Dominata dalla presenza dell’uomo che avrebbe controllato la sua intera esistenza negandole qualsiasi tipo di diritto o possibilità di diventare qualcuno al di fuori del focolare di casa.

L’uomo si distrae, cerca rimedi alle sue sofferenze e con il tempo riesce a dimenticarle. Il mondo è grande e libero per l’uomo, uno spazio aperto percorso da miliardi di opportunità diverse, l’uomo si crea si trasforma, cresce come persona e impara perché nessuno ha mai dubitato delle sue capacità. L’uomo è forte e vive la propria vita attivamente, egli è artefice del suo destino. La donna subisce, vive tutto ciò che le circonda  passivamente e rimane rinchiusa fra le mura di casa ad aspettare il padrone della sua vita.

Il secondo sesso’ della filosofa francese Simone de Beauvoir venne pubblicato nel 1949. L’autrice nell’introduzione dà voce alla sua speranza, speranza che un giorno la sua opera diventi antiquata, poco attuale, direi quasi da dimenticare. De Beauvoir immaginava un futuro diverso in cui le donne sarebbero state finalmente libere dal destino che la società, il patriarcato e la religione le ha imposto.

Parlo di religione perché anch’essa è impregnata di idee e pensieri maschilisti. Dallo studio della mitologia greca fino alla lettura della Bibbia,  alla donna che sia bambina, ragazza o adulta vengono inculcati tutti quei valori e qualità a cui dovrebbe aspirare. Quei valori sono stabiliti dagli uomini in onore dell’idea di donna che si è voluta scegliere come più consona ad una società dove l’uomo è sempre il migliore.

La condizione delle donne è apparentemente cambiata, ancora oggi tanti atteggiamenti sbagliati vengono considerati nella norma. Non li vogliamo i vostri fiori per la festa della donna o della mamma, voglio che mi consideriate come essere umano capace di pensare e agire, che ha diritto alla vostra stessa paga e alle vostre stesse opportunità lavorative. Voglio camminare per strada senza essere eccessivamente osservata, voglio mettermi una gonna attillata senza essere chiamata una troia, voglio stare con chi voglio senza sentirmi dire che la do facile. Voglio uscire la sera da sola senza avere paura di essere violentata, voglio poter decidere autonomamente cosa fare con il mio corpo. Voglio avere il diritto di abortire. Voglio avere un figlio solamente nel momento in cui sono stata io a deciderlo.

Volere è potere ma qui abbiamo bisogno di unione. Fermiamoci un attimo e guardiamoci intorno.

Il femminismo non è per le donne, è per tutti. L’uguaglianza è una questione che riguarda tutti noi e se veramente vogliamo raggiungerla dobbiamo imparare ad analizzare i nostri comportamenti con occhio critico. Se non lo faremo continueremo a propagare questa mentalità subdola che limita la libertà di ogni individuo di esprimersi come desidera. 

Io voglio un cambiamento in onore di tutte quelle donne e quegli uomini che hanno lottato, hanno scritto e hanno parlato delle radici da cui provengono i problemi della nostra società. Cambiamo in onore anche di noi stessi e dei 7 miliardi di esseri umani che oggi vivono delle stesse domande e degli stessi dubbi. Meritiamo un mondo diverso e più inclusivo. Impariamo dagli errori passati, ricordiamo le persone che hanno perso la vita perché purtroppo il cambiamento non era arrivato in tempo per salvarli. 

 

-Lara Abrahams

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