Il sogno americano

Quanti di noi hanno sognato di andare a vivere negli Stati Uniti, tra le grandi metropoli, i grattaceli, immersi in un mondo frenetico e pieno di occupazione lavorativa?
Sin dal 1492 nella mente di noi europei le americhe sono state viste come terre delle grandi opportunità, soprattutto dopo la fondazione degli USA.
Migliaia di italiani durante il XX secolo emigrarono verso il nuovo mondo spinti dalla voglia di riscatto, dalla povertà e da questo continuo pensiero che balenava nelle menti di tutti: il cosiddetto sogno americano.
Per Sogno Americano ci si riferisce alla speranza che attraverso il duro lavoro, il coraggio e la determinazione sia possibile, negli Stati Uniti d’America, avere successo e raggiungere un buon tenore di vita. Ecco, dopo aver letto la definizione sappiate che il sogno rimane tale.

Gli USA sono riusciti a raggiungere questa reputazione grazie all’esperienza dei tanti immigrati che partendo da zero hanno fatto fortuna, ma le loro storie hanno offuscato quelle di coloro che invece sono caduti in disgrazia perché meno fortunati.
Di questa illusione ad oggi non è rimasto nulla, infatti gli USA sono uno stato elitario, solo i più fortunati riescono ad andare avanti. Per arricchirsi si specula sulle spalle di chi non può difendersi e per costruirsi un buon futuro bisogna soprattutto indebitarsi. Il costo della vita è abbastanza alto e lo stato non garantisce quei servizi che ci sembrano scontati avere.
La sanità pubblica non esiste: per curarsi bisogna affidarsi a delle compagnie assicurative private molto costose. Se non si è coperti dalla propria assicurazione, essere ricoverati potrebbe fare finire in banca rotta.
L’istruzione non è qualcosa di scontato: gli asili pubblici costano circa 1.300$ al mese e lo stato fornisce gratuitamente l’istruzione dalla scuola primaria soltanto durante la mattinata, facendo pagare alle famiglie tutte le attività pomeridiane.
Per non parlare delle tasse universitarie che costano dai 12.000$ ai 60.000$ l’anno.

Sicuramente è facile trovare lavoro in questo paese, ma è altrettanto semplice perderlo: non esistono dei buoni sindacati e il lavoratore può essere licenziato da un momento all’altro senza avere nessuna garanzia.
Gli Stati Uniti sono la terra delle grandi libertà, dove ognuno può facilmente acquistare un’arma e utilizzarla.
E’ una terra dove il ricordo del far west è ancora vivo: gli omicidi e le stragi sono all’ordine del giorno (ad esempio a Saint Louis, nel Missouri, dove ci sono stati 60 omicidi per 100 mila abitanti nel 2018) e dove la Polizia può benissimo soffocare un innocente afroamericano sull’asfalto di Minneapolis senza che nessuno dica niente.
Un paese che mantiene la seconda posizione per la quantità di CO2 emesse nell’aria (5.269.529.513,00 tonnellate) e che è prima per le emissioni di CO2 dovute ad attività umane con 6 049 435 tonnellate (dati Our World In Data).

Per non parlare del discutibile presidente guerrafondaio, che a gennaio ha sfiorato una guerra con l’Iran e che ha speso nel 2018 649 miliardi di dollari per la spesa militare, il 36% di quella globale (dati SIPRI).
Dall’altro lato del mondo c’è un luogo materialista e di finzione, a cui non importa degli emarginati e dei più deboli. L’abbiamo visto tramite le immagini dei senza tetto a Las Vegas che hanno dormito, durante la quarantena, nei parcheggi desolati della città. Nella stessa città che ospita uomini sordi che fanno finta di non sentire le grida di aiuto, ma che hanno un conto a sei zeri e possiedono hotel di lusso.

 

-Edoardo Rubino

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on Twitter

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *